LETS GO!, una misura straordinaria per il Terzo Settore e per la coesione delle comunità

Nella nostra società esiste un sistema diffuso capace di generare promozione sociale e intervenire a sostegno delle persone all’interno delle comunità. Questo sistema di intervento è oggi messo a rischio dalla crisi generata dalla pandemia, che sta minacciando la sopravvivenza di quegli attori fondamentali per la creazione di opportunità e valore sociale, culturale e ambientale. Si tratta di Enti del Terzo Settore che operano in modo trasversale sul territorio e che svolgono una funzione di aggregatore e promotore di comunità.

Con questa nuova misura straordinaria  la Fondazione Cariplo intende supportare gli Enti di terzo settore nei territori di riferimento (Lombardia, Province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola) che garantiscono servizi e iniziative che contribuiscono in modo significativo alla coesione e alla crescita del territorio e i servizi alle famiglie e alle persone più fragili.

Nella sola Lombardia sono oltre 55mila gli enti di Terzo Settore (il 16% a livello nazionale): nella consapevolezza che il fabbisogno di risorse è molto più ampio di quello che Fondazione Cariplo può mettere in campo ci auguriamo che anche altri soggetti siano sensibili a questi temi e vogliano contribuire a costruire delle soluzioni.

 

LETS GO! è un Bando realizzato da Fondazione Cariplo in collaborazione e con il contributo della Fondazione Peppino Vismara e con la partecipazione delle 16 Fondazioni di comunità, che mette a disposizione 15 milioni di euro per sostenere l’operatività degli enti del Terzo Settore in sofferenza economica determinata dalla sospensione delle attività o dagli extra-costi generati dalla riorganizzazione dei servizi per lavorare in sicurezza causa dell’emergenza COVID 19.

Questo Bando è il primo intervento frutto della riprogrammazione delle attività, approvata dalla Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo lo scorso 28 aprile, per rispondere alla situazione generata dalla pandemia: si tratta di una misura straordinaria che si aggiunge a quelle già intraprese a marzo e aprile per sostenere le necessità immediate in campo sanitario e socio-sanitario.

Ogni anno Fondazione Cariplo, attraverso la propria attività filantropica, mette a disposizione circa 45 milioni di euro per progetti in ambito sociale; altrettanti in ambito culturale e circa 12 milioni di euro per progetti in campo ambientale. Nel corso degli ultimi 10 anni sono stati migliaia i progetti promossi da circa 8.000 Enti che costituiscono una fondamentale infrastruttura sociale capace di attivare servizi diffusi, promuovere innovazione sociale e garantire benessere delle comunità, attraverso competenze e un patrimonio relazionale oggi indispensabile per velocizzare la ripresa.

Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo “Per costruire il nostro futuro la coesione delle nostre comunità sarà un elemento fondamentale. Gli enti di Terzo Settore sono cruciali per le nostre persone, per le nostre comunità e per le nostre Istituzioni, alle quali propongono iniziative nel campo dell’ambiente, della cultura e del welfare. Perderli significherebbe perdere pezzi di comunità. Perdere questa rete creerebbe un enorme danno economico, metterebbe in difficoltà le nostre famiglie ma significherebbe anche disperdere l’insieme di lavoratori e di volontari ad essa collegato, un patrimonio preziosissimo di cui le nostre comunità non possono fare a meno.

Paolo Morerio, Presidente Fondazione Peppino Vismara “In uno scenario così difficile consideriamo di grande rilievo la messa in comune di risorse e competenze da parte di diverse Fondazioni, ritenendo che tale collaborazione debba rappresentare la nota caratteristica delle azioni future per l’intero Terzo Settore. Il nostro auspicio è che le risorse ora messe a disposizione possano garantire per il futuro l’indispensabile apporto degli ETS alla costruzione di comunità sempre più solidali e inclusive

Il sistema territoriale di organizzazioni che animano il tessuto delle nostre comunità è oggi a rischio a causa degli effetti della pandemia. Si tratta di soggetti che attraverso i loro servizi generano valore e coesione sociale attraverso la cultura, l’ambiente, il welfare. Con questo bando la Fondazione Cariplo vuole salvaguardare il patrimonio di competenze e la capacità di risposta ai bisogni resa possibile dalla da questo sistema diffuso, la cui presenza costituisce un elemento di tenuta per le nostre comunità” hanno commentato i comaschi Enrico Lironi, consigliere di amministrazione di Fondazione Cariplo, Mauro Magatti e Monica Testori, membri della Commissione Centrale di Beneficenza.

Martino Verga, Presidente Fondazione Provinciale della Comunità Comasca onlus  “Gli enti del terzo settore sono stati tra i più colpiti da questa emergenza sanitaria. Basti pensare a chi si occupa di arte e cultura o ai tanti centri di aggregazione del nostro territorio che hanno dovuto chiudere, perdendo risorse economiche preziose. Basti pensare alle associazioni e cooperative che si occupano di servizi alla persona che hanno dovuto riorganizzare tutte le attività, sostenendo costi incrementali non indifferenti. Eppure non possiamo permetterci di assistere alla chiusura di chi offre un servizio fondamentale per garantire una qualità della vita dignitosa per le nostre comunità. Per questo l’iniziativa di Fondazione Cariplo e Fondazione Vismara è di vitale importanza sia per l’entità delle risorse messe a disposizione sia per il sostegno concreto agli enti del nostro territorio che invito tutti a partecipare al bando.”

 

IL BANDO

Il bando LETS GO! Misura di sostegno agli Enti di Terzo Settore apre il 9 giugno e avrà scadenza il 30 giugno: valuterà le richieste pervenute in maniera comparativa in base alla vulnerabilità e fragilità economica cui è esposto l’ente a causa della pandemia e alla tipologia e impatto dei servizi e destinatari.

Tre gli elementi da sottolineare:

  • il bando prevede la concessione di contributi a fondo perduto (in conto esercizio 2020) con la specifica finalità di dare continuità all’attività ordinaria dell’ente garantendo l’adeguamento e la prosecuzione di servizi messi a rischio per effetto delle conseguenze causate dall’emergenza Covid-19;
  • al bando potranno partecipare gli enti già beneficiari di almeno un contributo nell’ambito dei bandi e dei progetti di Fondazione Cariplo, o delle fondazioni comunitarie o di Fondazione Peppino Vismara, negli ultimi dieci anni.
  • saranno sostenuti gli ETS operanti nel territorio di riferimento di Fondazione Cariplo (Lombardia e province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola) in ambito sociale, culturale, ambientale.

Informazioni e dettagli sul bando sono disponibili sul sito www.fondazionecariplo.it

 

 

IL CONTESTO

L’emergenza COVID-19 sta causando sofferenza economica, difficoltà occupazionali e grosse tensioni finanziarie agli enti di Terzo Settore, dalla sospensione parziale o completa delle attività, agli sforzi di riorganizzazione per il mantenimento di servizi, all’aumento dei costi per lavorare in sicurezza, alla contrazione della domanda da parte della committenza tradizionale a seguito della crisi economica.  Il Covid-19 è entrato prepotentemente nelle vite di tutti, sconvolgendo le abitudini, minando le certezze, rarefacendo i rapporti sociali, togliendo lavoro, scuola, servizi.

La sfida è quella della ricostruzione: dei legami, dei servizi, del lavoro e della rigenerazione di nuovo valore sociale, culturale e ambientale. Tra gli attori che possono giocare un ruolo cruciale in questa fase di ripresa ci sono gli enti del Terzo Settore, una fondamentale infrastruttura sociale e capitale di resilienza trasformativa che finora ha garantito servizi e opportunità per il benessere delle comunità. Nella nostra società esiste un sistema diffuso capace di generare promozione sociale e intervenire a sostegno delle persone all’interno delle comunità. Questo sistema di intervento e iniziativa è oggi a rischio perché la crisi generata dalla pandemia sta minacciando la sopravvivenza dei soggetti che erogano questi servizi. Si tratta di enti del Terzo Settore che operano in modo trasversale sul territorio e che svolgono una funzione di aggregatore e promotore di comunità.Gli enti si trovano ad affrontare una emergenza economica non disponendo spesso di patrimoni sufficienti a reggere mesi di attività ridotta o addirittura sospesa. Il rischio ovviamente è la chiusura di molti servizi, con la conseguente diminuzione di posti di lavoro e dispersione di competenze e patrimonio relazionale, tutti elementi invece indispensabili per la costruzione di nuove risposte in uno scenario in profondo cambiamento, in cui povertà e disuguaglianze sono purtroppo destinate a crescere.

 

I DATI CHE MOSTRANO L’IMPORTANZA STRATEGICA DEL TERZO SETTORE

340.000 organizzazioni non profit in Italia, tra associazioni, imprese, cooperative sociali, fondazioni, in cui lavorano poco meno di 1 milione di persone e che promuovono la partecipazione attiva di oltre 5 milioni di volontari, con una dimensione economica complessiva superiore a 70 miliardi di euro, corrispondente ad una quota superiore al 4% del PIL nazionale. Le istituzioni non profit in Lombardia – che è solo una parte del territorio su cui opera Fondazione Cariplo, attiva anche nelle province di Novara e nel Verbano-Cusio Ossola – sono 55mila, 16% del settore, ovvero la presenza del contingente più numeroso del Paese. – Con poco meno di 200.000 lavoratori, coinvolgono 1,1 milioni di volontari e producono un valore di 17,5 miliardi di euro pari all’incirca al 4,5% del PIL lombardo. La fotografia è frutto di un’elaborazione del 2019 del servizio studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati ISTAT. All’interno di questo mondo c’è il comparto della cultura che sta soffrendo molto più di altri settori; un ambito variegato che, comprende moltissime realtà: in Lombardia, vi sono infatti 189 istituti museali, 2248 biblioteche, 293 teatri, 30 spazi del contemporaneo, oltre 160 ville, giardini e castelli. Appaiono perciò preoccupanti le conseguenze della recessione sull’occupazione, sia all’interno del settore cultura sia nei comparti collegati, a partire dal turismo e dai servizi connessi alla cultura, come il turismo scolastico, che si stima abbia perso 316 milioni di euro solo nei primi mesi della pandemia, e quello internazionale legato alle mostre d’arte che normalmente frequenta la Lombardia (nel 2019, le esposizioni più visitate hanno registrato complessivamente un’affluenza pari a quasi 4,2 milioni di visitatori.

  • Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo lombardo aveva registrato, nel 2018, circa 25,4 miliardi di euro di valore aggiunto grazie all’impiego di oltre 365 mila addetti. Milano è prima nella classifica delle province italiane che più producono ricchezza e occupazione con cultura e creatività (f. Rapporto Symbola)
  • Secondo European Cluster Observatory (2011) la Lombardia si posiziona al terzo posto nelle prime 25 regioni europee per numero di occupati nel settore culturale e creativo.

 

LA META’ DEGLI ETS PREVEDE DI RIDURRE LE ATTIVITA’ DEL 50%

I Csv – Centri Servizi di Volontariato della Lombardia hanno recentemente realizzato uno studio per analizzare le conseguenze sugli enti non profit dovute all’emergenza con una specifica attenzione su tre aspetti: la riduzione delle attività degli enti, la riduzione delle entrate totali dell’ente sul prossimo bilancio e l’esistenza o meno di attività in convenzione o accreditamento con amministrazioni pubbliche:

–           più della metà degli intervistati prevede una riduzione delle proprie entrate pari al 50%.

–           il 52% dichiara di non avere attività in convenzione con una pubblica amministrazione.

–           Il 41% delle realtà che avevano attività in convenzione prima dell’emergenza, dichiara di aver dovuto sospenderle a causa della pandemia, consolidando purtroppo un trend nettamente negativo e che ipoteca in modo sensibile il futuro del comparto.

 

L’ESERCITO DEI VOLONTARI

Quello dei volontari è un esercito che raccoglie oltre 5,5 milioni di persone in Italia, di cui un milione solo in Lombardia; valori saliti di 24,1 punti percentuali per la Lombardia e 16,2 per l’Italia.

In questo mondo variegato, possiamo osservare che in Lombardia la forma giuridica nettamente più diffusa è quella dell’associazione, che costituisce l’83,7% del totale, cui seguono a lunga distanza le cooperative sociali e le fondazioni (entrambe al 3,9%). Il maggior numero di istituzioni opera nel settore cultura, sport e ricreazione, che da solo pesa per più della metà del totale con il 63,2% (64,3% in Italia), ma occupa solo il 5,1% di addetti (6,3% in Italia). Più in generale, si tratta di istituzioni che hanno (non solo nella Regione, ma anche su tutto il territorio nazionale) un orientamento prevalentemente solidaristico (sono dunque votate al benessere della collettività), piuttosto che mutualistico (quindi rivolte ai soli associati).

La quota di donne è intorno all’80% nei settori dell’istruzione e ricerca e dell’assistenza sociale e protezione civile mentre è significativamente più̀ bassa in quelli dell’ambiente (49,8%) e dello sviluppo economico e coesione sociale (49,9%). Inoltre, i dipendenti delle istituzioni non profit nel complesso presentano livelli d’istruzione superiori alla media nazionale. I laureati sono il 31,9% (il 28% nelle isole) e i diplomati di scuola secondaria superiore il 33,5% mentre il 2,2% ha al più un attestato di scuola primaria e il 21,8% un diploma di scuola secondaria di primo grado.